plasticità neuronale

La plasticità neuronale

La plasticità neuronale: cos’è e perché è importante

Quando si parla di un materiale plastico, si fa riferimento alla sua proprietà fisica di essere facilmente malleabile. Allo stesso modo, scientificamente parlando, quando si tratta la plasticità neuronale si fa riferimento alla straordinaria capacità del nostro sistema nervoso di adattare e modificare la propria struttura e le proprie funzioni in base agli stimoli che riceve, interni o esterni.

In altre parole il nostro cervello è in grado di modificarsi in risposta all’ambiente che ci circonda, al passare del tempo e alle lesioni subite.

La struttura plastica del cervello rende possibile l’apprendimento e la riparazione di eventuali danni cerebrali dovuti a patologie come sclerosi, ictus, Parkinson etc.

Neuroplasticià e apprendimento

Come abbiamo appena detto alla neuroplasticità è connesso il concetto di apprendimento.

I meccanismi alla base del processo di plasticità coinvolgono sia la trasmissione delle sinapsi, sia la creazione di nuove sinapsi.

Come funziona? L’evento di cui facciamo esperienza provoca in noi stimoli che a loro volta generano un’attività elettrica cerebrale.

L’attività nervosa modifica l’efficacia della trasmissione sinaptica, rafforzandone o riducendone la potenza. In riferimento a ciò, si parla di plasticità sinaptica e grazie ad essa, a seguito della nuova esperienza appena fatta, un circuito neurale modificherà le proprie funzionalità.

Tali modifiche possono essere a breve termine o a lungo termine. Nel primo caso sono reversibili e transitorie, hanno la funzione di ottimizzare le risposte comportamentali agli stimoli esterni in modo da renderle rapide e facilmente fruibili. Nel secondo caso si tratta di un cambiamento duraturo e che coinvolge la funzione e l’anatomia del circuito stesso.

Neuroplasticità e apprendimento nei bambini

Stando a quanto detto finora è facile intuire il ruolo fondamentale che gioca la plasticità cerebrale sulla sviluppo e sull’apprendimento.

Nel bambino c’è una fase in particolare però, chiamata periodo critico, nella quale la neuroplasticità raggiunge livelli molto alti grazie ai quali l’acquisizione di determinate funzioni avviene in modo molto rapido e raffinato.

Altro fattore fondamentale, non solo durante questa fase critica ma durante tutto l’arco di vita, che influenza la plasticità neuronale, è l’ambiente esterno. La facilità sconvolgente con la quale un bambino riesce ad apprendere, indipendentemente da dove nasce, qualsiasi lingua o addirittura più di una nel caso si trovi in un ambiente multilingue, ci dimostra l’esistenza di questo periodo critico in cui la plasticità cerebrale è maggiormente sviluppata e come l’ambiente circostante influenzi lo sviluppo di determinate capacità.

Neuroplasticità e apprendimento negli adulti

Con il termine plasticità sinaptica s’intende la capacità di rafforzare, modificare e migliorare la comunicazione tra neuroni esistenti.

Con il temine neurogenesi s’intende invece la rigenerazione neuronale, ovvero l’abilità di dar vita a nuovi neuroni.

Fino ai primi anni ’90 si pensava che entrambe le proprietà andassero perse con il passare degli anni. Recenti studi hanno invece dimostrato che anche nel cervello adulto, ovviamente con ritmi inferiori rispetto ad uno più giovane, c’è la rigenerazione di nuovi neuroni e c’è la possibilità che il sistema nervoso applichi delle modifiche funzionali in risposta a determinate condizioni. Questa capacità del cervello adulto è particolarmente visibile nella zona dell’ippocampo, area cerebrale destinata allo sviluppo della memoria e dell’apprendimento.

Plasticità neuronale e risposta ai danni cerebrali

Oltre che svolgere una funzione fondamentale nell’acquisizione di nuove informazioni, è ancora più interessante capire come la neuroplasticità sia di grande aiuto quando il cervello subisce danni derivati da patologie o traumi.

Prende il nome di plasticità adattiva l’abilità del nostro sistema nervoso di migliorare una capacità compromessa in seguito a malattia, o provvedere a compensare le funzioni perse massimizzandone altre.

In vista delle modifiche subite a seguito di traumi/patologie, il nostro sistema nervoso si riorganizza e si adatta nel modo più funzionale possibile, per garantirci l’ottimizzazione delle sue capacità.

Tutto questo è sbalorditivo ed è reso possibile dal fatto che il nostro cervello non smette mai di acquisire nuove informazioni e di imparare, anche nei soggetti più vecchi, seppur più lentamente, il cervello si adatta e risponde agli eventi esterni modificandosi e mutando continuamente.

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