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Le intelligenze multiple di Howard Gardner

Le intelligenze multiple di Howard Gardner

Il concetto di intelligenze multiple è stato elaborato dal neuropsicologo statunitense Howard Gardner che descrisse questa teoria nel libro Formae Mentis del 1983.

La sua teoria partiva dalla critica dell’ipotesi che l’attività intellettiva poteva essere misurata semplicemente dai test di intelligenza.

Questi test hanno goduto per decenni di grande fortuna, perché molto pratici e di immediato riscontro nell’orientamento e nelle procedure selettive a scuola, in università e nel mondo del lavoro. Il loro successo iniziò durante la prima guerra mondiale, quando quasi 2 milioni di americani furono sottoposti al test di misurazione del Qi di Lewis Terman; a partire da quel momento si diffuse la convinzione di poter classificare le persone in più o meno intelligenti. 

Formae mentis divenne il manifesto di chi criticava questa mentalità, che Gardner definiva “mentalità da Qi”.

Contrario a una concezione monolitica, lo psicologo individuò sette tipi diversi di intelligenza a cui in seguito ne aggiunse altri due.

L’intelligenza verbale è legata all’abilità di usare il linguaggio e le parole; è propria di scrittori, poeti e insegnanti.

L’intelligenza logico-matematica individua relazioni e rapporti di causa-effetto tra gli oggetti, ed è tipica di matematici, ingegneri e scienziati.

L’intelligenza spaziale sa cogliere e raffigurare gli oggetti, alterandoli idealmente, anche quando non sono presenti; questa attitudine si può osservare nei pittori, negli scultori e negli architetti.

L’intelligenza cinestetica coinvolge il controllo e il coordinamento dei movimenti del corpo nello spazio e nella manipolazione di eventuali oggetti; è propria di attori, i ballerini e atleti.

L’intelligenza musicale è la capacità di comporre melodie, distinguere l’altezza dei suoni, i ritmi e i timbri.

L’intelligenza naturalistica consente di classificare gli oggetti della natura, mentre quella esistenziale si interroga sui grandi temi dell’esistenza.

L’intelligenza intrapersonale o intrapsichica si può poi osservare in chi sa riconoscere e riflettere sulle proprie emozioni. E l’intelligenza interpersonale, invece, permette di comprendere le emozioni, le motivazioni e gli stati d’animo degli altri.

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